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Fake news: come riconoscerle, cosa sono e sanzioni


Fake news. Come riconoscerle, cosa sono e le sanzioni. Con l’avvento dei social network, ed in particolare il numero sempre maggiori di utenti di Facebook, le fake news, letteralmente, le “notizie false, sono diventate una norma ormai tanto pericolosa quanto consueta. Esse le possiamo raggruppare in due grandi categorie: quelle che vengono messe in circolo allo scopo di goliardia e quelle che invece tendono ad influenzare l’opinione della gente. Basta pensare all’approssimarsi delle elezioni elettorali per capire quante ne vengono messe in rete!

Fake news come riconoscerle

Abbiamo già detto che viviamo nell’era in cui le informazioni vengono prodotte in maniera continuativa e senza limiti di sosta. Tra le tante che leggiamo è facile incappare in una fake news. Solitamente esisteva un metodo abbastanza sicuro per riconoscerle. Questo era dato dall’autorevolezza ed autorità del sito che le postava. Anche questo ultimo baluardo, purtroppo, è decaduto.

Molto spesso, infatti, le fake news, vengono riportare sui Social Network e riprese anche dai principali siti di informazione giornalistica. Il problema potrebbe annidarsi in una velocità incontrollata dell’informazione? Nella logica economica del pay per click? Può darsi. Fatto sta che oggi molti siti internet di giornali nazionali, pur di accalappiare qualche click e quindi aumentare il fatturato in termini di pubblicità, non esitano a mettere online una notizia senza verificare la fonte. Dunque, se prima esisteva un filtro per le fake news, ora, tocca a noi saperle riconoscerle e possibilmente, non diffonderle.

Utili accorgimenti

Però vi sono alcuni piccoli e facili accorgimenti che potrebbero non farci cadere nella spirale delle fake news. Innanzitutto, possiamo fare attenzione al modo in cui sono scritte le notizie. Un titolo tutto in maiuscolo o con troppi punti esclamativi, dovrebbe metterci in allarme. Nessun giornalista userebbe mai questi escamotage grafici sensazionalistici.

Altra cosa da guardare sempre prima di dare credito ad una notizia è la data di pubblicazione. Infatti, almeno sui social, si ha la tendenza a ripubblicare e condividere notizie ormai datate anche se apparentemente collegate a fatti recenti.

Infine, va ricordato che spesso le fake news si celano dietro titoli molto ambigui che spingono, amplificando la curiosità di chi legge, a cliccare per aprire l’articolo e capire di cosa si sta parlando.

Altro accorgimento che possiamo utilizzare è controllare l’identità della persona che scrive e il suo profilo. Quest’ultimo potrebbe essere falso  e molto spesso non ce ne accorgiamo!  Eppure a volte basta leggere con attenzione nome e cognome per scoprire errori grossolani. Oppure, quando si tratta di notizie condivise da siti e portali, basta farsi insospettire dai loro indirizzi “improbabili”.

Fake news: le sanzioni

Chiariamo che non tutte le fake news e le bufale sono da considerare illecite. Esse si possono essere suddivise in 3 distinti filoni:

  • satira
  • diritto di espressione e di critica (non perseguibili penalmente)
  • notizie false e tendenziose volte ad arrecare, a volte, anche danni seri

Solo queste ultime, infatti, possono portare alla configurazione di un reato.

Il codice penale stabilisce all’articolo 658 che «Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro».

Sono, quindi, punibili:

  • le false notizie che procurino un allarme presso le Autorità che devono tutelare l’ordine pubblico,
  •  che ledono l’immagine di un’azienda
  • notizie false e diffamatorie che vanno a ledere la reputazione altrui.

In ogni caso, però, si dovrà accertare le intenzioni di chi ha creato e diffuso la notizia falsa, cercando di capire se la volontà era quella di creare dolo.

Per arginare questo preoccupante fenomeno è’ al vaglio un disegno di legge per rendere le sanzioni più aspre. Il disegno di legge contiene “disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione on line, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica” con multe che possono arrivare, nei casi più gravi, fino a 5mila euro. Se la notizia falsa, poi, dovesse generare allarme pubblico oltre alla multa è prevista anche la reclusione per non meno di 12 mesi.

 

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