Il colloquio in inglese: le domande e le risposte più frequenti


Già quando si sente la parola colloquio ci tremano le gambe. Quando ambiamo a ricoprire un ruolo a cui teniamo tanto e ci si siamo candidati il pensiero di dover affrontare il selezionatore mette un’ansia di per sè giustificata. E quando il colloquio è in inglese? Almeno che non si ha un egregio livello c2, le palpitazioni dovrebbero aumentare per aspetti non legati alla lingua. Se invece, il nostro inglese è un pò approssimativo, sarebbe utile leggere questo articolo per prepararsi alle domande ed alle risposte più frequenti durante un colloquio in inglese. Di sicuro, qualcuna di queste vi verrà posta. Andiamo a scoprire quali sono quelle più abitudinarie.

Il colloquio in inglese: le domande e le risposte più frequenti

Eccoci pronti con una carrellata delle domande e risposte più formulate durante un colloquio di inglese. Vi torneranno parecchio utili memorizzarle quando verrà il fatidico giorno.

  • Tell me about yourself (Parlami di te)

Beh, domanda aperta che apre un mondo (il vostro). E’ bene concentrarsi e fare una breve sintesi di quelle che si presume siano le nostre qualità, sia in campo lavorativo che nel quotidiano. Il miglior modo di rispondere è scegliere 4 o 5 punti, ognuno dei quali deve dare un’impronta definita delle tue qualifiche, dei tuoi lavori precedenti rilevanti per il ruolo, specifiche competenze e sopratutto deve dimostrare la tua passione per il lavoro per cui ti proponi.

  • What are your strengths? (Quali sono i tuoi punti di forza?)

Qui si deve andare subito al sodo e non cercare di dare una panoramica di tutte le nostre competenze. Sarebbe utile concentrarsi su pochi punti per dimostrare perché cui saresti il miglior candidato per quel lavoro. Se la creatività è una delle competenze che stanno cercando è bene dare un esempio di quando sei stato creativo in un ambiente professionale, e dimostrare che vorresti utilizzare le tue capacità per fare qualcosa di creativo nel tuo futuro ruolo.

  • What are your weakness? (Quali sono i tuoi punti deboli?)

Io? punti deboli? Ma mai al mondo. Forse questa è la risposta che daremo di pancia. Ma sarebbe meglio scegliere un punto debole (possibilmente uno che non ostacoli le possibilità di ottenere il lavoro) e poi dare un esempio pratico di come lo stai affrontando, dimostrando cosa stai facendo di pratico per migliorarti. Se, per esempio, parlare in pubblico non è uno dei tuoi punti di forza, puoi spiegare al selezionatore come recentemente ti sia offerto di fare piccole presentazioni e condurre meeting nel tuo team. Spiegare come vuoi superare una debolezza non è qualcosa che ti farà apparire negativamente, anzi mostra la tua volontà di crescita professionale.

  • What do you know about the company?  (Cosa sai sulla nostra azienda?)

Farsi trovare impreparati a questa domanda autorizzerebbe il selezionatori a farvi alzare dalla sedia senza nemmeno il laconico “le faremo sapere”. Qui si gioca gran parte della nostra credibilità. Qui si snocciola tutta la nostra passione e motivazione per cui ci siamo candidati. Fare un’accurata ricerca sulle attività dell’azienda è assolutamente necessario. Se magari è quotata in borsa, sapere l’andamento dell’ultimo semestre vi metterebbe in pole position con tanto di bottiglia di champagne. Approfondite ogni aspetto dell’azienda e rispondete sinceramente ad un paio di motivi per cui veramente gioireste a far parte del team. Ma attenzione a non esagerare!

 

Condividi:

ESTERO

Lascia un commento