Contratto a tempo determinato

Contratto a tempo determinato: ecco cosa cambia


Contratto a tempo determinato: ecco cosa cambia. Il contratto di lavoro a tempo determinato, o contratto a termine, definisce un rapporto di lavoro dipendente o subordinato in cui il lavoratore è assunto per un periodo di tempo definito. Il contratto, quindi, oltre ad avere una data di inizio prestabilita, riporta anche una data che indica la fine del rapporto di lavoro. Il contratto a tempo determinato deve essere messo per iscritto e consegnato al lavoratore entro 5 giorni dall’inizio della collaborazione. In mancanza di una data di termine espressa in forma scritta, il contratto si considera a tempo indeterminato.

Contratto di lavoro a tempo determinato: le novità nel Job Act

L’entrata in vigore del Decreto Legge n. 34 del 2014, ovvero il Job Act, ha introdotto alcune novità riguardanti la disciplina in materia di contratto a tempo determinato, che in ogni caso non modificano sostanzialmente l’impianto vigente. Innanzitutto non sussiste l’obbligo per l’azienda di indicare la causale, ovvero le motivazioni di carattere tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo per cui ha scelto di utilizzare questa tipologia di contratto.

Vengono inoltre introdotti i parametri che definiscono la durata massima, il numero di proroghe possibili, l’intervallo di tempo tra due contratti di lavoro a tempo determinato. Il Decreto conferma anche i limiti percentuali entro cui ogni azienda può assumere dipendenti a tempo determinato, fissato al 20% del numero di lavoratori a tempo indeterminato, già assunti al  1° gennaio dell’anno di assunzione dei lavoratori a tempo determinato.

La durata di un rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore e un datore di lavoro non può superare i 36 mesi, a meno che non si tratti di lavoro stagionale o che non sia diversamente regolamentato dal CCNL di riferimento. Qualora la durata massima venga superata, sia nel caso di un unico contratto, sia che si  tratti di una successione di contratti, il rapporto di lavoro si trasforma a tempo indeterminato a partire dalla data del superamento.

Contratto di lavoro a tempo determinato: le novità 2019

Il Decreto Dignità ha introdotto delle novità rispetto al precedente Job Act in materia di contratto a tempo determinato. La durata massima del contratto a tempo determinato si riduce a 24 mesi, con una reintroduzione della causale dopo il superamento dei primi 12 mesi. In questo caso, oltre il limite di durata massima, il lavoratore matura il diritto alla conversione del rapporto di lavoro in uno con contratto a tempo indeterminato. Inoltre, le proroghe previste dal contratto a tempo determinato si riducono a 4 per tutti i contratti sottoscritti a partire dal 14 luglio 2018.

 

 

 

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