Decreto Dignità

Decreto Dignità: cosa cambierà?


Decreto Dignità: il primo passo fatto dal nuovo Governo Conte si chiama Decreto Dignità. Vediamo insieme quali sono i punti salienti più importanti e cosa potrebbe cambiare.

Decreto Dignità: ecco i punti fondamentali

Il Decreto Dignità non è altro che il primo provvedimento del nuovo Governo guidato da Conte. Si tratta in pratica di un documento che sancisce lo slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio (dal 30 settembre) e lo stop allo split payment solo per i professionisti, ovvero una parte che modificherà il fisco ed alcune sue norme.

Inoltre, il Decreto modificherà anche le clausole del contratto di lavoro a tempo determinato. In quanto, infatti, la sua durata slitterà dai 36 ai 24 mesi ed, inoltre, i rinnovi potranno essere al massimo 4. In ogni caso, dopo i primi 12 mesi, bisognerà indicare una causale che identifichi il motivo del proseguimento del contratto. In questo modo, il nuovo Governo cerca di ridurre il lavoro precario. Tant’è vero che, per incentivare i contratti a tempo indeterminato, verrà aumentato di 0,5% il contributo addizionale in caso di rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione.

Ancora, lo stesso Decreto, si distaccherà dal Jobs Act e stabilisce che l’indennità per i lavoratori licenziati ingiustamente passi da 24 a massimo 36 mesi con un aumento quindi del 50% dell’indennizzo.

Infine, passo avanti sarà fatto contro la ludopatia. Infatti si è fissato il fermo a qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro.

Decreto Dignità

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